YourThought.eu Interviews: Luca, ti definiresti italiano o europeo?

Luca, Italian, 26 years old, works and lives in Genoa. In his free time after work, he volunteers with Shanti Sahara, an association who gives support to Saharawi people. Luca, like many millions, shares a link to his country and with other European countries, which make them “feel part of a bigger project that unites people from different regions”. Read his story and learn more about his own opinion.

 

Hi, please introduce yourself

My name is Luca, I am 26 years old and am from Deiva Marina, a small village in the North of Italy. I am a hearing care professional for a living, and a volunteer for Shanti Sahara for passion. Shanti Sahara is an association who gives support to the Saharawi people, with a particular focus to children with disabilities. Specifically, we deal with immigrants in Algeria and we invite every summer some children to spend two months in summer camps in Italy. I do this during my free time with my partner, Marina.

 

 

Where do you live? Would you like to move abroad within Europe?

I live in Genoa, where I work. I am really happy with my job and my life at the moment. I do not think about moving, because I am happy the way things are at the moment. I do like travelling and my girlfriend and I always try to go on holiday abroad at least once a year. The most recent holiday was in Portugal, a very fascinating country.

 

Do you describe yourself as an Italian/European?

Certainly I do feel European as well as Italian. I recognise that certain people may only feel as Italian, but I like to be European, because I feel part of a bigger project that unites people from different regions.

 

If you think about European values, what comes immediately into your mind?

Europe includes different states, some with greater personalities than others. Yet, together we need to be more tolerant to other peoples. We are geographically close to many nations in need, but we, all European states, need to do more on a humanitarian level.

 

Do you feel European in your daily life?

Yes, and I am happy to be. However, I see a general tendency in Italy to discredit the European Union. It is easier for politicians to blame Europe whenever there is something wrong. I think this is not only dangerous, but it also shows a lack of preparation and culture.

 

Do you think it is easy to have access to information about European policies and projects?

It is certainly easier nowadays than it was in the past, but there are still big gaps. I think it is necessary that people try at least to remain informed about what is going on. The reason why I say this is because we have the privilege to express our opinion through casting our votes. I know myself it is not an easy thing, but we must try at least.

 

IT

 

Ciao, ci puoi dire il tuo nome, età, da dove vieni e cosa fai.

Mi chiamo Luca, ho 26 anni e sono di Deiva Marina, l’ultimo paesino in provincia di La Spezia, in Liguria, nel nord-ovest dell’Italia. Sono un audio protesista di professione, un lavoro che prevede molto tempo a contatto con il pubblico. Nel mio tempo libero, con la mia ragazza Marina, dedico tempo e passione all’associazione Shanti Sahara. Quest’associazione fornisce sostegno al popolo Saharawi e in modo particolare ai bambini affetti da disabilità di vario tipo. Ogni estate ci impegniamo a invitare dieci bambini, che risiedono nei campi profughi in Algeria, e ospitarli per due mesi tra Milano e Genova. Ne faccio parte ormai da qualche anno e quest’attività è ormai diventata parte di me. Noi cerchiamo di coinvolgere i bambini in molte attività ludiche e formative, ma spesso sono i bambini stessi che ci insegnano e trasmettono molti valori.

 

Dove vivi? Hai mai vissuto all’estero? Ti piacerebbe trasferirti fuori dall’Italia?

Vivo a Genova (Liguria) con Marina da qualche mese. Sono molto soddisfatto della nostra situazione attuale. Entrambi abbiamo un lavoro che ci soddisfa e a Genova ci troviamo bene. Riesco facilmente a immaginare di costruire un futuro, avendo già le basi, qui. Probabilmente, partirei per l’estero soltanto in caso di estrema necessità, qualora non trovassi lavoro in Italia. Come ho già affermato, sono molto contento qui.

Non ho mai vissuto all’estero, ma ho sempre viaggiato: da piccolo con la mia famiglia e ora con Marina cerchiamo di partire almeno una volta all’anno, almeno per destinazioni europee. Come lingue straniere, parlo inglese ad un livello base, così come il francese.

 

Ti definiresti italiano/europeo?

[Dopo un attimo di riflessione risponde concentrato]. Certo che mi sento europeo. È una cosa che do per scontata, forse non mi sono mai veramente soffermato su quest’aspetto. Riconosco che molte persone si possano sentire solo italiane. Specialmente in questo clima politico. Io, invece, oltre a essere italiano, sono europeo e sono contento di esserlo.

 

Perché?

Essere europeo vuol dire essere parte di un progetto più grande, un progetto che unisce diversi, popoli, culture e tradizioni. È molto importante essere in contatto con ragazzi di altri Stati europei.

 

A cosa pensi se ti chiedo di parlarmi di valori europei?

Beh, in Europa ci sono molti Stati con interessi fortemente differenti. Alcuni di questi hanno forti personalità e tendono a emergere e imporsi. Nonostante ciò, ci accomuna il fatto che insieme dobbiamo essere più tolleranti, aperti verso le altre culture.

Siamo molto vicini, geograficamente parlando, a molti Paesi in difficoltà. Dobbiamo fare in modo di esserlo anche umanitariamente in movimento mutuale.

 

Nella quotidianità ti senti europeo?

Certo e ne sono contento. Non mi riesce difficile però, pensare che non per tutti i miei connazionali sia la stessa cosa. In Italia, ascoltiamo prima i nostri politici, poi guardiamo l’Europa. Non so come sia in Spagna, Francia ecc., ma basta guardare al caso inglese. Riversare le proprie critiche contro l’Europa è facile, soprattutto anche in vista delle campagne politiche di molti esponenti populisti. Ritengo che sia una cosa squallida, che sottolinea una impreparazione e un’inadeguatezza di questi di fondo. Con ciò, non intendo certo dire che bisogna accettare tutte le politiche europee, ma qualora siano necessarie critiche, bisogna farlo su basi fondate e in modo costruttivo.

 

Credi che sia facile accedere a informazioni che riguardano politiche, progetti e strategie europei?

Al giorno d’oggi è più facile informarsi, ma i nostri canali di informazione hanno indubbiamente grandi buchi. Basti pensare che spesso è il telegiornale la maggior fonte di informazione di una qualsiasi voglia famiglia Rossi. Il telegiornale mira all’audience, quindi, non soltanto riporta solo parte delle notizie, ma trasmette anche quello la gente vuol sentirsi dire.

 

Oggigiorno il tempo è una moneta preziosa. Perché ritieni che sia importante occuparne parte per rimanere informati non soltanto sulle politiche del nostro Paese ma anche quelle comunitarie?

Beh, devi dare un’opinione. Non è una cosa negativa, anzi i nostri avi hanno combattuto per poterci dare questo diritto e privilegio, ad esempio attraverso il voto. Bisogna informarsi. Non è cosa facile, le informazioni sono difficili da trovare. Spesso però non ci si prova neanche.

 

 

Grazie/Thank you Luca for sharing your opinion with YourThought.eu! If you also want to contribute: emailus@yourthought.eu

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